Recensione: L'amante giapponese


Oggi parliamo ancora una volta di un libro, questa volta si tratta de L'amante giapponese di Isabel Allende. È il primo libro che leggo di questa scrittrice peruviana, e molto  probabilmente sarà anche l'ultimo.
Come ogni volta prima di iniziare un nuovo libro, sono andata a vedere le recensioni degli utenti su goodreads e sono rimasta piuttosto colpita nel notare che per una volta non erano in testa le recensioni con una stella su cinque. Ero quindi abbastanza sicura di avere in mano un capolavoro, ma in realtà solo dal titolo avrei dovuto capire che questo romanzo non era cosa per me e facendo parte di quel gruppo di brutte persone che giudicano i libri dalle copertine e/o titoli avrei dovuto lasciarlo sulla mensola da dove l'ho preso. Ma essendo la noia delle vacanze natalizie troppa, non ho saputo resistere.

Chiaramente, L'amante Giapponese è una storia d'amore e già qui:


Ma non solo, secondo il brevissimo riassunto il libro parla dell'epica storia d'amore tra Alma Belasco e il giovane giardiniere giapponese Ichimei [...] 


Ero quindi pronta al peggio. Ma ancora non sapevo che il peggio si sarebbe manifestato con le sembianze di una narrazione totalmente piatta, incapace di coinvolgere il lettore ma soprattutto di caratterizzare psicologicamente i personaggi, che quindi risultano finti. La trama poi è abbastanza piena di chilicé e i colpi di scena piazzati qua e là nulla possono contro la sua totale prevedibilità. Per quanto i temi trattati siano piuttosto sensibili - alla fine non si tratta solo di amore, si parla anche della solitudine, del diventare vecchi, degli abusi sessuali e dell'AIDS - lo stile di scrittura non fa loro giustizia. L'unica cosa che ho apprezzato sono stati i vari riferimenti storici. La storia di Alma e Ichimei infatti trascende vari decenni, dalla Polonia della Seconda Guerra Mondiale alla San Francisco dei giorni nostri, passando per gli anni dell'internamento dei giapponesi negli Stati Uniti - argomento del quale non sapevo molto - ma purtroppo anche queste vicende storiche sono state usate perlopiù per creare un contesto, senza troppi approfondimenti. 

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