domenica 13 dicembre 2015

Recensione: The Corrections

Non mi capita molto spesso di leggere un libro dove più conosco i personaggi, più vorrei prenderli a sprangate sui denti, pur continuando la lettura pagina dopo pagina senza quasi mai annoiarmi. Beh, mi sono detta, in fondo non ci possono essere sempre degli eroi. I romanzi in quanto specchi della realtà possono anche rappresentare persone comuni, persone che non sono propriamente dei modelli comportamentali. Le Correzioni di Jonathan Franzen è uno di questi.

Eccoci dunque a St. Jude, una cittadina come tante altre del Midwest americano, con i Lambert: di fatto una famiglia allo sfascio. La trama non è delle più originali, si tratta infatti della storia di una qualsiasi famiglia appartenente al ceto medio che vive in un qualsiasi paesello degli Stati Uniti. Anche i personaggi risultano abbastanza stereotipati: ci sono Alfred ed Enid, i genitori, il primo è il classico padre di famiglia che per tutta la vita ha lavorato...e basta praticamente, e ora si trova in pensione affetto dal morbo di Parkinson e da una demenza senile degenerante. La seconda è la madre, anche in questo caso, classica donna del ceto medio, ma soprattutto del Midwest: bigotta, infelice, frustrata, petulante, infantile. Sono davvero molti gli aggettivi che potrei usare per descriverla ma mi fermerò qui, perché io detesto Enid Lambert.
I tre figli poi - ormai cresciuti e residenti chi a Philadelphia, chi a New York - non sono da meno. Gary, il più grande, è un uomo sulla quarantina, sposato e a sua volta con 3 figli. Ha un buon lavoro e sembrerebbe l'unico con una prospettiva di vita felice, ma le nostre speranze vengono presto disintegrate, poichè si scopre subito che è depresso e che la sua famiglia non lo sopporta. I suoi sforzi si concentrano prevalentemente sul cercare di negare a tutti - soprattutto se stesso - che non è depresso, ma in realtà il risultato è piuttosto patetico. Niente da fare per Gary, dunque.
Chip, il figlio di mezzo, è invece un inetto: ha mandato a monte la sua carriera come professore a causa di, indovinate un po'? Rullo di tamburi: a causa di una relazione con un'alunna. Chi se lo aspettava. Chip si troverà poi coinvolto in una faccenda in Lituania, la parte più noiosa del libro onestamente. Infine, la figlia minore è Denise,  anche lei affermata professionalmente in quanto chef di un noto ristorante. Lo stesso non si può dire della sua vita privata, infatti a causa della sua confusa sessualità combina solo un sacco di casini.  

Cosa c'è dunque in questo libro che coinvolge così tanto? 

Da un lato sicuramente il susseguirsi di eventi che colpiscono i vari Lambert, che osciallando tra il tragico e il comico insinuano una curiosità quasi sadica nei confronti delle loro miserevoli esistenze. Dall'altro, lo stile della narrazione che - anche con l'aiuto di diversi salti temporali - segue la crescita dei vari personaggi e mette in luce gli errori che li porteranno a trasformare la tanto desiderata cena di Natale di Enid in un totale e completo disastro.
Nonostante i flashback e i numerosi personaggi secondari che vengono introdotti, è difficile perdere il filo del discorso e le narrazioni delle vicende dei 5 protagonisti si alternano nelle altrettante sezioni in cui è suddiviso il romanzo, trovando alla fine sempre una perfetta armonia.

Nel complesso è un romanzo che non tradisce le aspettative e che nella sua celebrazione dell'ipocrisia, dei risentimenti e in qualche modo della mediocrità, risalta grazie alla narrazione asciutta e ironica di Franzen.

2 commenti:

  1. Franzen può scrivere di qualunque personaggio, anche il più odioso o stereotipato, e riuscire a risucchiarti dentro la sua vita. C'è poco da fare...

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    1. Assolutamente, infatti sono molto felice di averlo finalmente scoperto! Hai letto per caso altri suoi libri? Qualcosa da consigliare magari? Ne sarei molto grata!

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