martedì 11 giugno 2013

Volevamo solo un'altra estate perfetta.

Ehilà, c'è ancora qualcuno là fuori? Probabilmente no, ma insomma non è certo questo quello che mi fermerà. 

Non so se i blog vanno ancora di moda ed è trascorso molto tempo dall'ultima volta che sono passata di qua, tuttavia c'è una cosa che proprio devo dire. Riguarda ciò che di più terribile è successo ieri: il grandissimo promoter italiano di eventi musicali Vivo Concerti, signori miei (anche noto per questo infelice logo) ha annullato l'edizione 2013 del best festival ever di tutto il panorama estivo italiano, sì, sto parlando del Perfect Day Festival - conosciuto anche come #apdf o #apdfestival su twitter e cazzi vari. 
Eccalà.

Ma andiamo con calma e cerchiamo di capire quali sono i motivi che hanno potuto portare a una così drastica decisione. 

Non ce ne importa nulla in realtà, perché tanto l'edizione 2013 del pdf faceva schifo, che schifo è dire poco. 
Guardando la line up l'occhio inevitabilmente cade sulla giornata di sabato 31 agosto e ogni dubbio si dissipa da solo, come la nebbia agli irti colli piovigginando sale (?). The Bloody Beetroots, Salmo e i Tre Allegri Ragazzi Morti. 

Insomma, alla faccia delle "circostanze non prevedibili che non hanno permesso di completare il cartellone del festival [...]", qui il punto è che hanno venduto pochissimo e quindi chi gielo fa fare di mettere tre nomi per sera a 40 euro quando possono mettere date da headliner per ognuno (in realtà non proprio ognuno, speriamo) di loro allo stesso prezzo?
È un ragionamento prettamente pragmatico, ma alla favola dell'orso non ci crede nessuno, caro Vivo.
E pensare che ab illo tempore erano partiti così bene annunciando come primi headliner gli XX. Scelta un po' strana forse, soprattutto quando hanno poi messo come spalla gli Editors che tutti noi avremmo voluto come padroni della serata, ma nel bene e nel male, la serata del 1 settembre (prima annunciata, ricordo) sembrava seguire la magnifica scia lasciata dalla prima edizione del festival con Killers - Franz Ferdinand - Sigur Ros per una tre giorni che era un vero e proprio gioiellino e sembrava l'alternativa migliore ai già collaudati Rock in Roma, ex-Milano Jazzin' Festival, ora Milano City Sound, Lucca Summer Festival e Ferrara Sotto le Stelle, i quali, più che veri  e propri festival, sono manifestazioni che si protraggono per i mesi di giugno/luglio/agosto. 
Poi è arrivato il primo duro colpo, con i Bastille piazzati il 30 agosto insieme ai Primal Scream e ai maisentitiperdonatemi Merchandise. Vabbè, che sarà mai, pure l'altro anno avrebbero potuto invertire un due artisti come Mogwai e Alt J, ma questo non ha compromesso di certo la giornata complessivamente, anzi mi ha permesso di andare a prendere un panino. 
In realtà erano tutti segnali che andavano colti, infatti la mazzata definitiva non ha tardato ad arrivare con l'annuncio della seconda giornata, appunto. Lì si è capito che il caro vecchio Vivo aveva ormai esaurito le idee e nell'ultimo tentativo di salvare la barca che affondava ha piazzato tre nomi italiani di poco spessore a mo' di tappabuchi, ma l'unica cosa che è riuscito a salvare sono i soldi della gente che ha deciso di restare a casa questa estate.

Il punto è: ha mai cercato di organizzare qualcosa che andasse al di là del mettere tre nomi insieme e chiamarlo festival?
Probabilmente no, anche perché questo non è il primo evento estivo ad essere cancellato. Stessa sorte nefasta anche per l'I-Day, per citarne uno, del quale non ci dispiace più di tanto in quanto ritrovo per eccellenza dei cosiddetti indieminkia.
Ma mettendo da parte i pregiudizi, è sempre un dispiacere veder cancellare concerti, o sopprimere festival, proprio perché nel nostro bel Paese non c'è poi tutta questa scelta.
Ricorrere sempre alla fatidica frase "solo in Italia succedono queste cose" dispiace, certo, e ci fa apparire come i soliti incontentabili ragazzini viziati, ma non si può nemmeno negare l'evidenza.
Tre sono gli elementi fondamentali per la buona riuscita di un festival: l'organizzazione, il cartellone, ma soprattutto la location.
Quando leggiamo dei (ma non necessariamente) grandi  festival europei che fanno il sold out prima della rivelazione della line up, ci domandiamo come mai in Italia l'approccio da parte del pubblico sia così diverso. Ma chi sarebbe disposto a pagare ad occhi chiusi per andare in un parcheggio nella periferia di Milano? Ecco perché il Perfect Day ci piaceva.

Vogliamo ricordarlo così: R.I.P. A Perfect Day Festival


Per fortuna alcune soluzioni non targate Vivo Concerti esistono. È il caso del siciliano Ypsigrock Festival, che sicuramente provocherà esodi biblici di hipster verso il sud. Preparate i cannoli (e i cannoni).

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