domenica 21 ottobre 2012

Son problemi....

Chi non muore si rivede, no? Perciò immagino che assumerete questo post come il segno definitivo che non sono passata ad una vita migliore, né che durante le vacanze estive sono rimasta dispersa a Jyväskylä, in Finlandia - non ci sono andata eh, era per dire. Che tra l'altro sarebbe stata una bella figura di M, considerando l'ultimo post che ho scritto, degno da quelle guide che probabilmente non comprerebbe nessuno. Figure alle quali poi sono abituata. Vi racconterò. Anzi, ci scriverò direttamente un libro che decreterà la mia fortuna, così poi potrò vivere di rendita per il resto della mia vita.
Dato che non avevo nemmeno dimenticato la password e via dicendo, l'unica giustificazione che riesco a trovare è che la mia vena creativa si era un po' assopita e probabilmente tuttora stenta a svegliarsi completamente, ma soprattutto nella mia estate non sono successi grandi eventi che mi hanno ispirato e spronato a comporre panegirici filosofici. Perché il problema vero è che io ancora non ho capito di che cosa voglio parlare qui. Alle volte mi sveglio con l'intenzione di scrivere post indirizzati al mondo, dibattendo su problemi sociali e tematiche che dovrebbero far nascere infiammati dibattiti, ma alla fine, in un modo o nell'altro, finisco sempre con il parlare dei miei problemi. Quei problemi che posso affliggere una ragazza che a 19 anni ha l'oportunità di ricominciare tutto da capo, ma continua a sbagliare. O almeno crede. Non lo sa nemmeno lei. Questioni che forse posso venir prese più in considerazione di quelle sopracitate, probabilmente perché quando ci si confronta con il mondo online, si cerca comunque un po' di familiarità e vedere che non si è gli unici ad avere certi problemi, ci fa sentire meno soli, che poi è proprio lo scopo per il quale si sta sui social network. Un po' il concetto riassunto nella card sopra. Non vi pare?
A meno che voi non apparteniate a quella categoria di individui che sta sui social per far mostra della propria effimera esistenza asociale *freccia intermittente che si illumina sopra la testa*.
Son problemi, appunto.
Alla fine, diventare la nuova guru dei blog non è mai stata tra le mie ambizioni, so che c'è un (davvero piccolo) manipolo di lettori accaniti che ringrazio e saluto. Scrivo per me e per chi vuole prendersi 5 minuti per immedesimarsi in me, e va bene così. Ci sono problemi molto più gravi. Pensate a quando siete obbligati a prendere l'autobus e voi odiate prendere l'autobus, ma quello è l'unico modo per raggiungere l'università, perché l'opzione "salta la lezione" non compare tra le risposte giuste e nemmeno quella "svegliati 3 ore prima, così ci vai a piedi", e quindi ogni mattina vi ritrovate stipati in questi mezzi di trasporto urbani, con borse in mano e sotto gli occhi. Pensate a chi si illude di avere una vita così entusiasmante da arrivare a credere che a tutti interessi sapere "dove si trova in questo momento". Pensate a Valeria Marini che spende millanta euro per abiti che le stanno demmerda (vi risparmio la foto, anche perché ho paura di cosa porterebbe scovare il motore di ricerca - e poi ho appena riparato il computer - ma per capire vi basterà guardare il prossimo servizio di Studio Aperto. Ma questa poi come mi è venuta fuori? Io, BOH). E a proposito di computer in riparazione, pensate ai problemi che si generano quando vi si rompe il computer e vi tocca restare senza la vostra musica figherrima, senza i vostri preferiti sul browser, senza le vostre password salvate. 
Pensateci.

Detto ciò, avete presente quando uno dice "sei ci sei batti un colpo?". Ecco, io ho battuto un colpo. Lo scrivere è sempre stato una parte di me e mi era mancato, sono tornata. Stay tuned.

2 commenti:

  1. Ognuno scrive quando si sente, io la penso così.
    E io sono diventata una di quelli che adesso aspetterà che tu la senta di nuovo :)

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    1. Aleja, mi si inumidisce l'occhio così!
      Sai, ieri per una frazione di secondo il ricordo di questo blog ha irrotto violentemente tra i miei pensieri, è stato come un terremoto breve ed intenso. Passata la scossa me ne sono di nuovo dimenticata, ma in quegli istanti ho seriamente pensato di chiudere il blog, convinta che tanto non avrei scritto mai più.
      E invece il tuo commento mi ha fatto capire che forse vale la pena ritentare.
      Non so se credo nel destino, di sicuro non credo negli oroscopi (eppure ci prendono sempre), ma ho la convinzione che non tutte le cose succedano per caso.
      Alla prossima ;)

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